Iniziare una nuova vita…quanti di noi lo avranno desiderato, almeno una volta nella propria esistenza? Non so quantificare con esattezza gli appartenenti a questa cerchia; l’unica cosa di cui sono certo è che ne faccio parte.
L’ispirazione per questa riflessione mi giunge da un film: ho appena terminato di vedere “Eat Pray Love” con Julia Roberts, James Franco (!) e Javier Bardem. Poche cose fanno venir voglia di stravolgere le proprie abitudini e questa pellicola è da annoverarsi fra esse. Con ciò non intendo dire che dovremmo andare tutti a vivere a Bali, per carità…dico solo che, nella maggior parte dei casi, non ci rendiamo conto di quante cose ci rendano infelici.
A volte perché si addentrano nei meandri della nostra psiche e non escono allo scoperto, altre perché siamo noi, volontariamente, che le ricacciamo nell’ombra. In entrambi i casi, ritengo che il fine ultimo di questo masochismo sia evitare di soffrire. Certamente, ma, saltando a piè pari una sofferenza istantanea, non facciamo altro che accumularla, per poi trasformarla in sofferenza duratura.
Prendiamo l’esempio classico: non sono contento/a del mio aspetto fisico. Mi guardo allo specchio e mi peso, ci sto male. Conseguenza: non mi guardo più allo specchio ed evito di salire sulla bilancia, in modo da non sentirmi in colpa la mattina. Eppure, durante tutto il giorno ci accompagna quel latente senso di frustrazione, maturato dal non sapere quello di cui, in realtà, vorremmo essere a conoscenza. E se fossi, in effetti, calato due chili e potessi permettermi questo sfizio? Non lo so perché non mi sono pesato, per cui rinuncio ad un piccolo piacere e mi torturo, oltre ad odiarmi per non aver affrontato il mio più grande timore.
Uscendo dal se e dal ma, credo che questo principio sia applicabile alla (quasi) totalità dei problemi che ci affliggono. In realtà, il nostro subconscio ha talmente paura di affrontare eventuali sforzi, delusioni o paure che preferiamo compattare tutto in quell’angolino nascosto, sperando che non venga mai allo scoperto. Eppure questo angolino è come un palloncino: si gonfia, si riempie ma, ad un certo punto, è costretto a scoppiare. E, quando ciò accade, rimpiangiamo di esserci comportati in questa maniera.
Vi dirò candidamente: a me piace la mia vita perché è tranquilla. Non dico di non aver mai affrontato scelte difficili; l’ho fatto e lo faccio tuttora. Semplicemente, sono bivi che non portano a dire “se scelgo B invece di A cambio totalmente la mia vita”. Eppure, in tante occasioni avrei voluto maggior “dinamicità” nelle mie decisioni, maggior carisma in ciò che faccio…
Per questo, ho messo a punto un insieme di consigli (destinati, in principio, a me stesso) che vorrei condividere con voi, sperando che, prima o poi, possano dare i loro frutti:
1) Non piangere sul latte versato
Avete fatto una cosa sbagliata? Ok, ormai non è reversibile! Affrontate le situazioni che vi giungono una per una, cercando di ponderare attentamente la scelta ma senza fossilizzarvi troppo sulle conseguenze. Ricordate, ogni cosa accade per un motivo.
2) Cerca di reagire
Quante volte il Destino ci ha riservato delle batoste? Eppure, si tratta solo di prove di forza: le sappiamo superare? Allora abbiamo capito lo spirito con cui affrontare ogni minimo aspetto di noi. Se non troviamo la forza per andare avanti, non facciamo male a nessun altro se non a noi stessi: crogiolarsi nei mali non è per forza “all’avanguardia”, tantomeno figo…il mondo cerca qualcuno con le spalle larghe e resistenti, e tu non sei da meno! Bisogna solo darsi una mossa…
3) Cambia quel che non ti piace
Questo è molto, molto scontato come consiglio…eppure, tutti lo conoscono ma quasi nessuno lo mette in pratica. La fatica molto spesso è l’ostacolo più duro da superare. Pensate, però, alla soddisfazione di dire ad un amico: “sai, non mi piacevo e ho voluto calare 10 chili” o frasi similari. Passerete per eroi ed eroine!
4) Non sognare l’impossibile, ammira la bellezza dell’afferrabile
La causa delle maggiori frustrazioni risiede nell’impossibilità di raggiungere ciò che desideriamo: un certo stile di vita, una classe sociale più elevata, un abito che ci piace, un accessorio, un oggetto, un carattere, un determinato aspetto fisico… Basta!!! Ragazze e ragazzi, tutto ciò non fa che peggiorare la situazione! La società attuali ha parametri che ci mantengono entro certi standard: se ricopri questo ruolo, allora hai accesso solo a determinate cose. Ma non è sempre vero… Pensate che fare gli impiegati in un ufficio statale non possa avere le proprie soddisfazioni? Guardatevi intorno e cercate di ammirare, attimo per attimo, quanto siate fondamentali nella posizione che ricoprite. Già il fatto stesso che ogni giorno vi alziate per uscire di casa (che sia per andare a lavorare o per qualsiasi altro motivo) vi porta ad essere parte integrante di un insieme di ingranaggi: senza di voi, gli altri non girerebbero! Ciascuno di voi è fondamentale, che sia perché aiuta un anziano a compilare un modulo, perché riempie di benzina una macchina oppure perché va a fare la spesa: ogni azione fa del bene agli altri. Conseguenza: ciascuno è meravigliosamente importante!
Sembrano pochi, visti così, ma penso che siano tasselli verso la felicità utili per tutti coloro che desiderano ricominciare da capo… Anche tu desideri cambiare la tua vita? Non avere paura… Io, personalmente, ci sto provando. E’ difficile, è un percorso lungo e ci vuole tanta, tantissima costanza per vedere la luce ogni giorno. Eppure si può, perché tutto è possibile. O no?
Mi piacerebbe che anche voi lettrici e lettori commentaste la vostra esperienza. Se avete qualche contributo, non esitate e commentato qui sotto!!
Vi voglio bene.
Yours,
GossipBoy
XO XO

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